L'evasione fiscale esiste anche nel mattone e le agevolazioni sulla prima casa sono il piatto forte. Non sono pochi quelli che fanno carte false per far risultare di aver acquistato la prima casa, farla risultare come abitazione principale e godere così dei benefici fiscali.
La corte dei conti avverte: è ora di fare dei controlli.
Quali sono le agevolazioni fiscali per l’acquisto di una prima casa e come si applicano?
Si applicano a privati non soggetti ad iva ed applicano imposte ridotte sia per quello che riguarda le imposte di registro (aliquota ridotta dal 7% al 3%), sia per quello che riguarda le imposte ipotecarie e catastali (importo fisso di 168€ invece dell’aliquota dell’1% o del 2%).
Ci sono però alcuni vincoli.
Il primo vincolo è che la casa acquistata non sia considerata immobile di lusso, e che si trovi nel comune dove l’acquirente ha residenza o dove intenda stabilire la propria residenza entro i 18 mesi dall’acquisto dell’immobile.
In alternativa, l’immobile deve trovarsi dove l’acquirente svolge la propria attività o dove ha sede l’azienda per cui lavora.
Un altro vincolo è che l’acquirente non sia già in possesso di un’altra abitazione per cui abbia sfruttato le agevolazioni, e l’ultimo vincolo è relativo alla non possibilità di rivendere l’immobile acquistato grazie alle agevolazioni per un periodo di cinque anni dall’acquisto.
Secondo la Corte dei Conti, i furbi della prima casa sono numerosi e impuniti, per questo ha lanciato la proposta di attivare dei controlli serrati, a cominciare dai registri anagrafici della popolazione residente.
L'altro controllo da affettuare, secondo la proposta della Corte dei Conti, è sulla composizione dei nuclei familiari, la cui reale situazione è spesso ritoccata a fini fiscali.