Una ragnatela di promesse mai mantenute sulla questione casa in Italia, che vanno dal piano casa ai fondi di investimento, passando per piani regionali e comunali per il settore delle costruzioni. In principio era il piano casa, che avrebbe dovuto consentire l'ampliamento delle volumetrie delle abitazioni esistenti, ora è la principale opera incompiuta per eccellenza. Gli istituti di ricerca, ancora non rassegnati a vedere chiuso il capitolo lo pesano per il 2011 con ben due punti percentuali del PIL.
Il suo decollo porterebbe l'edilizia fuori da una crisi che dura ormai da cinque anni, mutando un -1,1% in uno -0,9%
Fondi CIPE: con la delibera del 6 novembre 2009, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) assegnava al piano delle piccole opere 413 milioni, un anno dopo la delibera aspetta ancora di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Un'iter complicato che l'ha portata solo ora davanti alla corte dei conti, dove è ferma.
Piani regionali: dalle regioni di centro-sinistra a quelle di centro-destra, a quelle passate dall'uno all'altro schieramento alle ultime elezioni (lazio e piemonte), non è arrivato nessun messaggio concreto per tentare di mettere in pratica quelle piccole rivoluzioni che spettano loro. Anzi, sono le prime istituzioni a mettere paletti e ostacoli.
I comuni: le amministrazioni locali, intanto, non perdono occasione per rivendicare prerogative urbanistiche, cosa che ha portato il 13 settembre scorso alla certificazione di 2.700 domande inattese in 63 delle maggiori città italiane
Cosa succederà, anche alla luce della manifestazione delle imprese, delle associazioni e dei sindacati dello scorso 1 dicembre?
In ogni caso, vista la situzione politica, si può affermare che almeno per fine anno i problemi non si risolveranno.
Letto in Il sole 24 ore