La pubblicazione in Gazzetta della manovra porta con sé l'aumento dell'Iva, che tocca molti beni di largo consumo, a partire dalle automobili e dai ciclomotori, agli elettrodomestici e ai computer, ai giocattoli, ai quaderni e agli articoli di cancelleria. Il passaggio dell'aliquota dal 20% al 21% è scattato. Costerà di più comprare un profumo, un pacchetto di sigarette, un abito o delle scarpe.
Si schierano contro la misura tutte le categorie più esposte, a partire da artigiani, commercianti e associazioni dei consumatori.
Per molti prodotti di prima necessità, in primis pane e latte, l'Iva rimane al 4%. Per il caffè invece occorre distinguere tra la caffettiera fatta in casa e la tazzina al bar: il rincaro colpisce la confezione di caffè venduta al supermercato mentre per quello preso al bancone il prezzo rimane invariato. Più caro, poi, iscriversi in palestra, andare dal parrucchiere o da un avvocato, nonché fare benzina: secondo i calcoli dei petrolieri il prezzo della benzina dovrebbe aumentare di 1,2-1,3 centesimi al litro.
Insieme al ritocco dell'Iva sono esecutivi gli altri provvedimenti adottati dal parlamento.
Quindi al via da subito le manette per chi evade oltre 3 milioni di euro, anche se la norma è stata ammorbidita prevedendo che l'imposta evasa dovrà essere superiore al 30% del volume d'affari. Scatteranno immediatamente i controlli sui movimenti bancari dei contribuenti e l'Agenzia delle Entrate potra' compilare, sentiti gli operatori finanziari, 'liste nere'.
Vengono ridotte da subito anche le sanzioni amministrative a carico dei soggetti che utilizzano forme di pagamento diverse dal contante.
Partirà la caccia, fino al 31 dicembre, ai 'furbetti' del condono 2002 che dopo aver pagato la prima rata si sono dileguati.
Entra in vigore anche l'imposta di bollo del 2%, con un minimo di 3 euro, per le somme trasferite all'estero attraverso le agenzie 'money transfer' e saranno applicabili le misure previste dall'articolo 8 sulla contrattazione aziendale:saranno quindi possibili deroghe alle leggi nazionali sul contratto di lavoro per gli accordi aziendali e territoriali, comprese quelle sui licenziamenti, fatti salvi i diritti legati alla maternita' e ai congedi parentali.
Fonte RadioRai.it