In un'audizione in bicamerale il ministro per la semplificazione ha sciolto tutti i dubbi sul federalismo municipale, in cui sono stati chiariti tutti i punti ancora incerti.
Dalla cedolare alle aliquote per le compravendite, ecco cosa succederà se il parlamento vota il pacchetto di riforme:
Cedolare secca: si conferma la doppia aliquota. al 23% per i canoni liberi e al 20% per quelli concordati.
Compravendite: le imposte saranno del 9% e saranno ridotte al 2% nel caso della prima casa.
Bonus affitti famiglie con figli: è stato chiamato il "mini quoziente familiare" ed è un fondo da 400 milioni di euro che verrà creato con la cedolare secca.
A deciderla sarà ogni anno la legge finanziaria. i comuni, inoltre, potranno aumentarla o ridurla dello 0,3%.
Se un alloggio viene dato in affitto l'IMU si dimezza del 50%
Case abusive: quadruplicano le sanzioni per chi non denuncia al catasto e il 75% del ricavato andrà al comune in cui essi si trovano. in questo modo si incentivano i comuni a diventare parte attiva nel denunciare.
Tassa di soggiorno turistica: sarà facoltativa e i comuni potranno far pagare fino a 5 euro al giorno ad ogni turista, da addebitare sui costi di pernottamento.
Irpef: i comuni riceveranno una compartecipazione del 2%
Il primo passo sembra essere stato fatto.
Adesso c'è tempo fino a oggi pomeriggio per presentare gli emendamenti.
Si sa già che, senza i voti del terzo polo, al senato non ci sono i numeri per l'approvazione.
Cosa chiede il terzo polo?
Il punto più spinoso è la reintroduzione dell'ici prima casa (chiamata IMU), che sarebbe poi detratta in fase di dichiarazione dei redditi, in modo tale da diventare progressiva.
Lunedì o martedì arriverà dunque il testo finale (sempre che non cada il governo!) che potrà contenere o meno gli emendamenti proposti.
Mercoledì si vota.
La Lega ha già fatto sapere che se il testo non dovesse passare così com'è si va alle elezioni.
