
I proprietari delle case fantasma, o almeno del terreno su cui sono state costruite, riceveranno una rendita presunta cui adeguarsi pagando il dovuto o cercando di opporsi.
Scopo di questo meccanismo è trovare un sistema per elaborare in modo massivo le rendite da mandare ai più negligenti, quelli che non si saranno messi in regola entro il 31 dicembre 2010, data ultima entro cui farlo.
Per regolarizzare la propria posizione, due sono i casi previsti: quello in cui il catasto abbia scovato, con la campagna di rilevazioni fotografiche degli scorsi anni, immobili completamente sconosciuti, e quello nel quale, invece, gli immobili risultano ma sono stati oggetto di variazioni di consistenza o di destinazione non comunicata.
Chi non si adeguerà vedrà assegnarsi d’ufficio una rendita catastale presunta, sul quale verranno calcolate le imposte.
Ma soprattutto la situazione sarà segnalata al comune in cui sorge l’immobile, che procederà agli accertamenti sulla regolarità urbanistica.
Il Decreto Legge 78/2010, infatti, stabilisce che gli immobili non dichiarati in catasto e gli interventi edilizi su immobili già dichiarati dovranno essere dichiarati entro il 2010.
Ma alcuni proprietari degli appezzamenti di terreno non sapevano di essere fuori dalle regole, magari perché avevano ereditato l'immobile edificato dai nonni o perché magari i terreni risultano ancora intestati a persone defunte e gli eredi sono emigrati da decenni o addirittura nati e residenti all'estero.
Chi si mette in regola subirà sanzioni minime (258 euro) ed eviterà anche di pagare gli oneri per l'accatastamento in surroga (stimabili in 800-1.000 euro di media).
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