E può renderci anche di cattivo umore.
Infatti, anche il nostro umore cambia in funzione della quantità di luce a cui siamo esposti: la luce naturale, sia diretta che riflessa, stimola la produzione di serotonina, il neuro-trasmettitore la cui carenza determina proprio la depressione.
Questo spiega perché il buonumore esploda nei mesi estivi più luminosi e perché diminuisca quanto più ci allontaniamo dall’equatore.
Tuttavia oggi trascorriamo, a volte senza possibilità di scelta, il 90% della nostra vita al chiuso, in spazi spesso o sempre all’ombra.
Se cambia la nostra condizione psico-fisica cambia anche lo spazio.
Lo spazio ideale è dato dall’alternanza tra luce e buio.
Buio e luce sono inseparabili, ci insegna la Natura: per questo vanno interpretati come complementari e non come opposti.
La luce all’interno di un edificio deve avvicinarsi il più possibile, in quanto a ritmo, intensità e qualità, a quella esterna: bisogna vivere il decorso della luce del giorno, soprattutto nelle stanze più importanti.
Spazi troppo luminosi causano stress, spazi troppo poco luminosi o illuminati artificialmente provocano, invece, una perdita della sincronizzazione con la Natura che viene pagata in termini di malattie e disagi psicologici.
Quando si acquista casa, dunque, bisogna ricordare anche queste considerazioni e pensare non solo al prezzo, alle rate del mutuo, a tutte le problematiche legate all’acquisto di una casa, ma anche a quella necessità vitale per la nostra salute che è la luce naturale.
Comprar casa significa anche questo.
Fonte Cambiamento.it
