venerdì 25 febbraio 2011

Bioedilizia: L'importanza di una casa naturalmente luminosa

Vivere in ambienti poco luminosi può causare una serie di patologie più o meno gravi.

E può renderci anche di cattivo umore.

Infatti, anche il nostro umore cambia in funzione della quantità di luce a cui siamo esposti: la luce naturale, sia diretta che riflessa, stimola la produzione di serotonina, il neuro-trasmettitore la cui carenza determina proprio la depressione.

Questo spiega perché il buonumore esploda nei mesi estivi più luminosi e perché diminuisca quanto più ci allontaniamo dall’equatore.

Tuttavia oggi trascorriamo, a volte senza possibilità di scelta, il 90% della nostra vita al chiuso, in spazi spesso o sempre all’ombra.

Se cambia la nostra condizione psico-fisica cambia anche lo spazio.

Lo spazio ideale è dato dall’alternanza tra luce e buio.
 
Buio e luce sono inseparabili, ci insegna la Natura: per questo vanno interpretati come complementari e non come opposti.
 
La luce all’interno di un edificio deve avvicinarsi il più possibile, in quanto a ritmo, intensità e qualità, a quella esterna: bisogna vivere il decorso della luce del giorno, soprattutto nelle stanze più importanti.

Spazi troppo luminosi causano stress, spazi troppo poco luminosi o illuminati artificialmente provocano, invece, una perdita della sincronizzazione con la Natura che viene pagata in termini di malattie e disagi psicologici.

Quando si acquista casa, dunque, bisogna ricordare anche queste considerazioni e pensare non solo al prezzo, alle rate del mutuo, a tutte le problematiche legate all’acquisto di una casa, ma anche a quella necessità vitale per la nostra salute che è la luce naturale.

Comprar casa significa anche questo.

Fonte Cambiamento.it
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