Il problema della sostenibilità è ormai noto e viene affrontato in modo significativo in ogni settore produttivo.Il campo edile e architettonico si affaccia su queste tematiche applicando criteri di sostenibilità ed identificandosi con il termine di Bioedilizia o Bioarchitettura.
Nella storia della architettura umana l'uomo ha fatto spesso un uso sconsiderato di materiali nocivi all'ambiente, le imprese che operano nel campo della bioedilizia e bioarchitettura sfruttano prodotti naturali prodotti dalla natura.
Si possono prendere come esempi validi per le bioedilizie ed bioarchitetture le ville realizzate interamente in legno di pino od altri materiali usufruendo di vantaggi come:
1. Benessere e comfort abitativo 2. Ecocompatibilitá eccezionale 3. Alta protezione termica 4. assenza di umidità 5. Statica e antisismica 6. Prefabbricazione 7. Isolamento acustico elevato 8. Protezione antincendio 9. Durabilità e manutenzione.
La bioedilizia è un tema di cui sempre più comuni nel nostro Paese tengono conto.
Secondo i dati che fanno parte del rapporto ONRE (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi) i comuni italiani che adottano fra le proprie strategie i criteri di sostenibilità ambientale nell’ambito dell’edilizia sono 705.
Un numero non da poco, che lascia ben sperare sulle opportunità di pensare alla conservazione dell’ambiente anche nel contesto dei regolamenti edilizi, per fare in modo di determinare un ridotto impatto ambientale.
La questione comprende diversi aspetti, tutti di grande rilevanza, che vale la pena di considerare.
Fra questi elementi senza dubbio va ricordata la possibilità di mettere in atto un adeguato risparmio energetico che si può attuare con case ecosostenibili, di procedere alla riduzione delle emissioni e di attuare opere di riciclo dei materiali da costruzione.
bioedilizia, come la casa ecologica ad Amsterdam, (foto a destra) ma anche in costruzioni senza dubbio meno note e comunque rispondenti a criteri di ecocompatibilità.
