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La bolletta dell'elettricità è sempre più cara e le spese per il riscaldamento gravano pesantemente sul bilancio familiare, determinando una maggiore attenzione da parte degli utenti ad un uso più razionale dell'energia negli edifici.
A fronte di una crescente domanda di edifici che permettono di contenere i consumi energetici, sono stati messi a punto specifici criteri di progettazione per le nuove costruzioni; per gli edifici già esistenti è invece necessario intervenire direttamente sul contenimento dei consumi.
Gli edifici costruiti dopo il 1977 dovrebbero rispettare tutti la normativa sul contenimento dei consumi (L. 373/76 e L. 10/91) e quindi disporre di quell'isolamento necessario per ridurre le dispersioni di calore.
Per quelli antecedenti è possibile comunque attivare interventi che riguardano in generale il risanamento energetico dell'edificio per ottenere una temperatura uniforme in tutto il fabbricato, compresi i primi e gli ultimi piani che generalmente registrano una maggiore dispersione di calore.
A tale scopo, sono necessari i seguenti interventi:
- coinbentazione delle pareti dell'edificio, attraverso l'aggiunta di uno strato di materiale isolante che può essere inserito dall'interno, dall'esterno e nell'intercapedine;
- isolamento delle coperture: il tetto è l'elemento che disperde più calore in assoluto;
- isolamento del soffitto dei locali non riscaldati: cantine, garage e porticati che, essendo a diretto contatto con l'ambiente esterno, presentano una dispersione di calore maggiore;
- eliminazione delle infiltrazioni dalle finestre: controllo dei vetri e del cassonetto e miglioramento della tenuta all'aria dei serramenti attraverso guarnizioni, doppi vetri, tendaggi pesanti, vetrocamere ecc.
Dopo qualunque intervento di risanamento energetico bisogna ricordarsi che è sempre necessario procedere alla ri-regolazione dell'impianto di riscaldamento, altrimenti la casa sarà più calda, ma i consumi energetici rimarranno gli stessi.
A partire dall'agosto del 1994 sono diventati obbligatori (DPR 412 del 26/08/93) i controlli sull'efficienza degli impianti termici, per cui va eseguita una manutenzione certificata almeno una volta l'anno, sia su quelli centralizzati che su quelli autonomi. Gli interventi più comuni riguardano: il controllo della temperatura e dei fumi del camino, la pulizia della caldaia e la regolazione della combustione del bruciatore ecc.
E' oggi possibile, attraverso l'istallazione di valvole termostatiche ad ogni radiatore della casa, regolare meglio le temperature interne ed assicurare ad ogni ambiente la temperatura più giusta.
Si sta affermando l'esigenza di disporre di impianti autonomi per una maggiore flessibilità di utilizzo. Prima di decidere di installare un impianto autonomo è opportuno valutare anche le eventuali criticità di tale scelta, che comportano l'approvvigionamento di un unico combustibile come il metano, sostenere per intero tutte le spese di manutenzione della caldaia autonoma, la resa minore rispetto ad un impianto centralizzato ecc. È oggi però possibile usufruire dei vantaggi di un impianto centralizzato unendoli a quelli di un impianto autonomo (possibilità di scegliere temperature ed orari secondo le proprie esigenze), installando a tutti i termosifoni nel condominio un sistema di contabilizzazione del calore ed applicando la ripartizione delle spese ai singoli condomini (ognuno pagherà oltre ad una quota fissa stabilita dal condominio, solo ciò che avrà effettivamente utilizzato).
Risparmio energetico con gli impianti di riscaldamento
Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento delle città italiane. La legge n. 10 del 1991 (e successivi decreti di attuazione D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993) riguarda la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di riscaldamento per il contenimento dei consumi di energia, la riduzione delle emissioni inquinanti e l'aumento della sicurezza.
Gli edifici nuovi, successivi al 1994, devono essere progettati e realizzati in modo da rispettare le nuove normative. In base a tali normative l'impianto termico e l'edificio sono da considerarsi come un unico sistema che deve avere caratteristiche di efficienza energetica di sicurezza.
Lo stesso vale anche in caso di ristrutturazione dell'impianto termico, installazione di un impianto termico in edifici esistenti e sostituzione della caldaia; pertanto, insieme alla denuncia di inizio lavori di costruzione dell'edificio o di ristrutturazione dell'impianto, il proprietario deve depositare presso il comune una relazione che contenga:
- il progetto dell'impianto termico
- il calcolo del fabbisogno energetico per il riscaldamento
- il calcolo del rendimento stagionale, cioè dell'efficienza dell'intero sistema che comprende l'involucro edilizio, la caldaia, la rete di distribuzione, i termosifoni ed i sistemi di regolazione.
Le parti che compongono l'impianto termico sono:
- la caldaia, che trasforma l'energia del combustibile in energia termica;
- la rete di distribuzione dell'acqua o dell'aria calda;
- i termosifoni, che trasferiscono l'energia termica all'ambiente interno;
- i sistemi di regolazione (termostati, valvole ecc. ), che ne gestiscono il funzionamento.
Questi componenti dell'impianto termico devono essere scelti e progettati insieme all'edificio e non, come spesso avveniva prima, in una fase successiva.
L'installazione deve essere effettuata da una ditta specializzata e in possesso dell'abilitazione prevista dalla legge n. 46 del 1990. La ditta deve rilasciare al proprietario una dichiarazione di conformità dell'impianto necessaria, anche, per ottenere il certificato di abitabilità dell'immobile.
Con alcuni accorgimenti è possibile ottimizzare l'efficienza energetica di casa, facendo attenzione, per esempio, a non frapporre mobili davanti ai radiatori, ostacolando la circolazione dell'aria, oppure, se il radiatore è collocato nel vano sottofinestra inserire un pannello di materiale isolante contro il muro per evitare dispersioni verso l'esterno dell'edificio.
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